L'attenzione nel calcio

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21 Novembre, 2018

Lo sport è considerato da tempo fonte di salute mentale e fisica. Negli ultimi anni, la psicologia sta acquisendo un ruolo prioritario in ambito sportivo, considerati i recenti risultati ottenuti. Il quesito posto maggiormente agli psicologi è semplice:
“Come posso migliorare le prestazioni?”.
In tale contesto, la psicologia dello sport è passata dalla teoria alla pratica, ponendosi come obiettivo la comprensione a 360° dell’uomo e della sua preparazione sportiva.
Uno dei più interessanti campi di ricerca riguarda la relazione fra l’attenzione e la performance, vale a dire il rapporto fra l’abilità di concentrarsi e il rendimento atletico in campo.


La capacità d’attenzione

La capacità d’attenzione è stata studiata secondo differenti punti di vista, uno di questi si riferisce alle caratteristiche di selettività; in tal senso, l’attenzione è descritta come una variabile che agisce da moderatrice sulla scelta ed acquisizione delle informazioni.
In ogni momento della vita, l’individuo è bombardato da un eccessivo numero di imput e per evitare di vivere nel caos, deve operare una scelta, al fine di poter formulare delle scelte efficaci. Per gli atleti è vitale filtrare le informazioni corrette ed ignorare, invece, gli stimoli irrilevanti. Ogni sport richiede specifiche competenze psico-motorie, e fra queste l’abilità di focalizzare l’attenzione nei momenti chiave della gara è fondamentale per il conseguimento del risultato.
Il gioco del calcio fa parte degli sport di situazione, poiché i gesti atletici dei calciatori dipendono dalle circostanze del match, dalle strategie degli avversari, dalle condizioni del terreno di gara e da molte altre variabili “esterne”.
Ogni atleta rivolge sempre la sua attenzione a qualcosa, sia esso un elemento interno (come i pensieri, positivi o negativi) o esterno a sé (fattori ambientali piacevoli o distraenti, ad es. il rumore del pubblico), anche quando non è consapevole.

 

Il focus attentivo

E’ ovvio che dinanzi a queste diverse sollecitazioni l’allenamento rappresenta, per gli atleti, un modo per mantenere inalterata la qualità della loro prestazione.
Uno dei metodi più adeguati per procedere al training del “modo di prestare attenzione” è quello di iniziare con una definizione dell’attenzione del calciatore nelle situazioni al di fuori dell’ambiente sportivo, in modo tale da tracciare un profilo di base e confrontarlo con le molteplici caratteristiche richieste dalle situazioni che nascono durante la partita.
La valutazione si effettua con brevi esercizi di focalizzazione su oggetti o momenti che appartengono alla vita quotidiana, restringendo o allargando a piacere il focus attentivo del soggetto.
Dopo questa valutazione si è in grado di elaborare un programma specifico di allenamento dello stile attentivo, con lo scopo di ridurre gli errori dovuti a difficoltà di concentrazione. La probabilità di commettere errori sarà maggiore tutte le volte che lo spostamento dell’attenzione non avverrà o sarà troppo lento.

 

Allenamento fisico e mentale

Essere operativi nell’ambito dello sport significa dunque sviluppare un programma di allenamento per la mente, al pari dei programmi di allenamento fisico; ma ancor prima significa lavorare su quegli elementi che costituiscono la base psicologica di un atleta, e che gli permettono di utilizzare al meglio le proprie risorse, attraverso un opportuno allenamento mentale.
La concentrazione nell’esecuzione dei tiri piazzati nel calcio, saper mantenere la calma nel tirare un rigore, la forte motivazione che sostiene l’atleta nei tempi supplementari, l’abilità di eliminare i fattori di distrazione e di prestare attenzione del portiere: queste sono solamente alcune delle caratteristiche psicofisiche che contribuiscono al successo di un atleta o di un’intera squadra e che portano al risultato.

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